Fabio era già appassionato di Abarth da molto tempo, e nel 2018 decise di aggiungere alla sua collezione una Formula Italia, seppure ancora non conoscesse molto della storia tecnica e sportiva della monoposto. Dopo aver trovato la sua SE025, il suo interesse è cresciuto proprio via via che scopriva le sue peculiarità: una vettura costruita in gran parte con pezzi derivati dalla produzione di serie, con la quale sono emersi o hanno provato ad emergere numerosi piloti di un’epoca irripetibile.
Questa filosofia, che ha contraddistinto le scelte ed il successo di Abarth (prezzi contenuti e vetture performanti) ha affascinato ed ancor più appassionato Fabio, motivandolo a dedicare impegno alla SE025 0068 ed alla Formula Italia in generale.
Anni dopo, Fabio assieme ad altri 4 amici ha fondato il Formula Italia Abarth Club.

L’esemplare 0068 si trovava da un rivenditore a Perugia, che precedentemente l’aveva rilevata assieme alla 0013 nella zona di Campagnano, vicino Roma. L’auto aveva vissuto il periodo recente in stato di abbandono, infatti era molto sporca ma integra, col il motore funzionante. Dopo una bella lavata appariva così:



Fabio quindi decise di restaurare la vettura, ma prima di tutto si documentò cercando tutte le informazioni e la documentazione possibile. Ai tempi, rivolgendosi alla CSAI, trovò l’utile collaborazione di un’addetta che coi dati disponibili fece un’attenta ricerca in archivio fornendo a Fabio la scansione dei Certificati d’Origine che documentano l’assegnazione della 0068 ai piloti Piazza (prima) e Peruzzi (poi).
Con queste certezze Fabio si è rivolto ad un importante studio fotografico che ai tempi era spesso presente per documentare le fare del Campionato di Formula Italia: ha così potuto acquistare una serie di foto storiche che sono autenticamente riconducibili alla 0068, che ai tempi correva coi colori della Scuderia del Passatore.



C’è un buco temporale poi, come accade per molte Formula Italia, nel quale non si hanno informazioni certe.
Fabio, intuitivamente, presume che la 0068 come molte altri esemplari siano stati a disposizione della Scuola Piloti di Henry Morrogh. Comunque è probabile che non sia stata utilizzata molto, dopo il periodo agonistico, dato che in essa non sono state apportate modifiche strutturali, né vi sono segni di danneggiamenti di rilievo.
Recenti interventi erano stati eseguiti con una certa approssimazione, verniciando la carrozzeria senza neanche smontarla dal telaio, né proteggendo il telaio stesso.



Il restauro della SE025 0068 ha interessato poco il motore (che aveva bisogno solo di un “tagliando” ordinario), mentre tutto il resto è stato completamente smontato, revisionato e rimontato. Ciò accade spesso nei restauri della Formula Italia, anche perché oggettivamente è un’attività stimolante e alla portata di ogni appassionato che abbia una certa perizia, attrezzatura e buona volontà. E Fabio, che dobbiamo ringraziare per aver messo a disposizione di questa pagina le sue foto, si è applicato nel restauro con una qualità ed una responsabilità che contribuiscono a testimoniare al meglio le caratteristiche originali di questa monoposto.


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E’ stato necessario intervenire con importanti ripristini delle parti di carrozzeria in vetroresina






manutenzione del serbatoio benzina originale Autodelta


ripristino dei cerchi Cromodora, a spicchi neri


impianto elettrico, prima e dopo



smontaggio, riverniciatura e rimontaggio di varie parti



altre verniciature, ritocchi localizzati al telaio

lo scarico originale a cui era già stato applicato il silenziatore in precedenza


la pedaliera originale in magnesio


l’inizio del rimontaggio

Fabio ha installato un ausilio che può servire durante gli eventi più “lenti”, per il raffreddamento forzato



i carburatori Weber 40 IDF


il rimontaggio del serbatoio benzina



viste posteriori


pulegge, motorino avviamento, alternatore



abitacolo

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pronta per scendere

e annamo, daje, bravo Fa’


al Concorso Dinamico Saline Volterra 2019


al Grand Prix Storico di Roma 2024
la SE025 0068 è stata esaminata dall’ASI, riconoscendole la Targa Oro



e Fabio l’ha anche dotata del kit di trasformazione che la CSAI introdusse nel 1978: muso con appendici laterali ed airbox



